Mercedes, l'assist FIA: l'ADUO può contribuire a risolvere i problemi alla batteria
Il deficit sull'endotermico rispetto a Red Bull apre scenari inattesi. Brixworth punta sulle concessioni regolamentari per risolvere il tallone d'Achille della power unit: la batteria

La fotografia emersa dalle prime valutazioni FIA sulle nuove power unit 2026 racconta una situazione apparentemente contraddittoria per Mercedes. Da una parte c'è la consapevolezza di aver costruito un motore endotermico meno performante rispetto al riferimento della categoria (anche se il pacchetto globale è certamente il migliore), individuato nell'unità RBPT che equipaggia Red Bull e la controllata Racing Bulls. Dall'altra, però, proprio questo svantaggio potrebbe trasformarsi in un'opportunità tecnica di enorme valore.
A Brackley e Brixworth il tema dominante non è tanto il gap di potenza stimato in circa dieci cavalli rispetto ai migliori della classe, quanto la possibilità di sfruttare i benefici concessi dal sistema ADUO, il meccanismo regolamentare pensato per consentire ai costruttori in ritardo di recuperare terreno durante il ciclo di omologazione delle nuove power unit.

Per il gruppo capitanato da Toto Wolff la questione assume contorni particolarmente interessanti. Il problema principale della Mercedes non sembra infatti essere la prestazione assoluta del motore termico, quanto l'affidabilità dell'intero sistema elettrico, con particolare attenzione alla batteria, elemento che sta condizionando pesantemente la gestione della stagione: leggi qui.
L'ADUO, in questo contesto, è più di una semplice concessione regolamentare: diventa uno strumento tecnico che potrebbe consentire di intervenire in maniera profonda su un'area critica del progetto.
ADUO - Una scorciatoia regolamentare che vale milioni
Le norme FIA prevedono che un costruttore possa accedere ai benefici dell'ADUO qualora presenti un deficit minimo del 2% rispetto al miglior motore endotermico presente in griglia. Place de la Concorde determina questo parametro attraverso sofisticati sistemi di monitoraggio basati sui sensori di coppia installati nelle trasmissioni, dati che restano esclusivamente nelle mani della FIA e non vengono condivisi con le squadre.
Per Mercedes il raggiungimento della soglia necessaria apre una serie di vantaggi che vanno ben oltre il semplice recupero prestazionale. Il pacchetto comprende infatti un gettone supplementare di sviluppo, circa tre milioni di dollari suppletivi da investire nel programma motoristico e un incremento delle ore disponibili al banco prova.

Vero è che l’ADUO è un meccanismo relativo alla parte termica della power unit, ma le concessioni fiscali aprono scenari che lo staff guidato da Hywel Thomas potrebbe sfruttare a proprio vantaggio. Quelle che si sbloccano sono risorse che assumono un peso enorme alla luce dei problemi emersi nelle prime gare sulle sulle W17 che nelle auto clienti.
L'alternativa sarebbe percorrere la tradizionale strada delle modifiche per affidabilità. Una soluzione certamente prevista dal quadro normativo, ma molto più limitata. In quel caso Mercedes dovrebbe affrontare un iter burocratico più complesso e soprattutto non riceverebbe né il budget extra né le ore supplementari di sviluppo garantite dall'ADUO.
La differenza sostanziale riguarda però l'ampiezza dell'intervento consentito. Una modifica per affidabilità obbliga infatti a dimostrare con precisione quale componente genera il problema e permette di intervenire esclusivamente su quell'elemento. Le concessioni ADUO, invece, offrono un margine d'azione decisamente più esteso.
Il mistero della batteria che preoccupa Mercedes e McLaren
È proprio qui che emerge il vero nodo tecnico della vicenda. A Brixworth sembrano ormai convinti che le numerose anomalie registrate durante la stagione abbiano una causa comune, anche se le manifestazioni del problema possono apparire differenti da caso a caso.
L'indiziato principale è il funzionamento della modalità sorpasso, la cosiddetta "override mode". Quando il sistema viene attivato, l'improvviso incremento della richiesta energetica sembrerebbe generare una condizione che l'architettura elettrica non riesce a gestire puntualmente. Il risultato è una serie di stress anomali che finiscono per compromettere la batteria. La difficoltà maggiore consiste nell'individuare con esattezza l'origine del fenomeno.

Il problema potrebbe nascere dall'MGU-K, dalla chimica delle celle, dal sistema di raffreddamento, dai software di gestione energetica, dall'elettronica di controllo oppure dalle modalità di carica e scarica dell'accumulatore. Insomma, sono tanti gli imputati. Non è escluso, ancora, nemmeno che la causa sia il risultato dell'interazione tra più elementi contemporaneamente.
Ed è proprio questa incertezza a rendere così prezioso l'accesso all'ADUO. Le concessioni consentirebbero infatti agli ingegneri Mercedes di analizzare l'intera catena energetica senza le limitazioni tipiche di una richiesta di modifica per affidabilità, intervenendo contemporaneamente su più aree del sistema.
L'urgenza è evidente osservando la situazione dei piloti. Ogni stagione prevede l'utilizzo di tre batterie per vettura. Lando Norris ha già esaurito l'intera dotazione disponibile, mentre Kimi Antonelli si prepara a montare la terza unità in occasione del Gran Premio d'Austria. George Russell si trova in una situazione leggermente migliore grazie al recupero della prima batteria, danneggiata in modo meno grave rispetto agli altri casi.
Le eventuali penalità in griglia rappresentano soltanto una parte del problema. L'aspetto più preoccupante riguarda il rischio di ritiri o prestazioni compromesse nei momenti decisivi del campionato. Perdere punti per ragioni di affidabilità può avere conseguenze ben più pesanti rispetto a qualche posizione di penalità al sabato.
Per questo motivo il deficit accusato nei confronti di Red Bull potrebbe trasformarsi in una risorsa inattesa. Se l'ADUO consentirà davvero di mettere sotto controllo il sistema elettrico e la gestione della batteria, quei cavalli persi sull'endotermico potrebbero rivelarsi un prezzo accettabile da pagare per restare in corsa nella lotta ai titoli mondiali.
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