GP Giappone 2026: Ferrari può colmare il gap Mercedes?
Mentre la SF-26 si prepara ad affrontare le sfide tecniche di Suzuka, Vasseur cerca risposte definitive.

Il prossimo weekend avrà luogo il terzo gran premio stagionale di Formula 1. L’appuntamento è quello nipponico, in quanto si correrà per la trentaseiesima volta sul circuito di Suzuka. Sarà ancora una volta sveglia presto per l’Italia, con il semaforo verde che scatterà alle ore 7.00.
L’intero Circus si trasferisce in Giappone dopo una settimana di stop e dopo il gran premio cinese. La pista di Shanghai ha sì regalato emozioni, ma anche spunti interessanti per approfondire maggiormente la situazione dei team e dei piloti. E restando nel box Ferrari, il clima al momento pare disteso e ciò che fa ancora notizia è il primo podio di Lewis Hamilton.

Lewis Hamilton ritrovato: segnali concreti di crescita
Ci sono volute ben ventisei gare affinché si arrivasse a tale risultato, che può essere considerato a tutti gli effetti una rivincita: per Lewis, per l’intera squadra e per i tifosi. Una rivincita che chiude un cerchio negativo, deludente, al di sotto delle aspettative ed una rivalsa nei confronti del compagno di squadra. Per la prima volta, infatti, durante un weekend di gara, Hamilton è stato costantemente davanti a Charles Leclerc.
Un ritorno in auge da parte del sette volte campione del mondo, aiutato anche dai nuovi regolamenti. Non è un mistero che non si sia mai trovato a suo agio con le monoposto ad effetto suolo. Le nuove vetture - per le quali Lewis ha espresso pareri positivi - incontrano maggiormente il suo stile di guida e analizzando i primi due GP, la sensazione che si riceve è che Hamilton abbia capito come sfruttare in maniera efficiente la gestione della batteria.
Ma quanto appena descritto, è solo una delle motivazioni dietro la sua "rinascita”. Un’altra, ci viene fornita da Fred Vasseur, che racconta come l’essere per il secondo anno consecutivo all'interno della squadra rappresenta un vantaggio da non sottovalutare. Un vantaggio che ritroviamo nell’essere più addentrato nei processi, nelle dinamiche, nel rapporto con l’intero ambiente Ferrari.
“Onestamente, è sempre molto più facile il secondo anno, perché fai parte del progetto”, ha raccontato il team principal ai media, come riporta RN365. “Si sente più parte del progetto rispetto a un anno fa”, ha poi aggiunto. “Quando è arrivato a gennaio, la macchina era già pronta”.
A sostegno di tali dichiarazioni, c’è sia la stagione precedente ma anche le parole dello stesso Lewis Hamilton, che ha più volte sottolineato come la SF-26 abbia il suo DNA. Il vantaggio, infatti, è evidente, ma va mantenuto e rafforzato nel corso delle presunte ventidue - conflitto orientale permettendo - gare rimanenti.

Ferrari a Suzuka: tra gap da colmare e occasione concreta
Ferrari entra in territorio giapponese con quesiti ancora irrisolti. Primo fra tutti il gap da Mercedes. Vero è che in Cina il distacco al sabato si è ridotto di sei decimi, ma non è ancora sufficiente per permettere ai due piloti di agguantare la prima fila. Un lieve beneficio è nel passo gara, che trova soprattutto in curva, a maggior ragione se lenta.
E Fred Vasseur ne è consapevole e, affinché Hamilton o Leclerc possano salire sul gradino più alto del podio, c’è ancora del lavoro da fare. Conclude, infatti, ammettendo: “Passo dopo passo, dobbiamo fare piccoli miglioramenti, perché è così che riusciremo a colmare il gap”.
Ma in vista del GP nipponico c’è un’altra considerazione da effettuare a cui, però, solo la gara può dare una risposta. Il circuito di Suzuka è tecnico, old school e soprattutto stretto, caratteristica che ha reso complicati i sorpassi. L’edizione precedente ne è una prova, con le McLaren che non sono riuscite a prendere la Red Bull di Max Verstappen. Anche se, a giocare un ruolo chiave, fu l’aria sporca.
Complicato è anche sopravanzare al via e dov'è che risiede il vantaggio Ferrari? Allo spegnimento dei semafori. Sia in Australia, sia in Cina, Leclerc ed Hamilton hanno preso la leadership, salvo perderla poco dopo per la potenza del motore Mercedes. Capite bene che, se la difficoltà dei sorpassi resta intatta e se il Cavallino riesce a portarsi davanti, la vittoria potrebbe essere vicina. Anche se poi, tale scenario, andrebbe ben gestito non solo in pista, ma anche con le strategie box.
Ma non è tutto così semplice. Se riprendiamo le parole di Charles Leclerc dopo le qualifiche di Shanghai, queste raccontavano di come al sabato la track position non è più un fattore rilevante. La motivazione è nel nuovo modo di correre e nella “facilità” di sorpassare imposta dalle nuove monoposto. Il riferimento era al circuito cinese, ed è da capire se varrà anche per quello nipponico.
Inoltre, c’è da considerare il rettilineo finale dopo curva 14, in cui non solo andrà gestita la batteria che non permetterà di affrontare in pieno curva 15, ma può mettere in risalto ancor più il vantaggio del motore del team tedesco.
Suzuka rappresenta il primo vero banco di prova per capire se la crescita mostrata da Ferrari - e da Lewis Hamilton - sia concreta o solo frutto di un contesto favorevole. Tra una pista tecnica, strategie da interpretare e un equilibrio ancora instabile tra i top team, il GP del Giappone potrebbe iniziare a delineare gerarchie più definite. Perché se è vero che i segnali sono positivi, è altrettanto vero che, per parlare davvero di svolta, servirà qualcosa in più di un podio.