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Il nuovo logo di Honda

A pochi giorni dal debutto del prossimo Campionato Mondiale di F1, la power unit di Honda che equipaggia l’Aston Martin sembra la più debole del lotto. Secondo il Presidente della casa giapponese Koji Watanabe, tutto è dovuto all’addio alla categoria nel 2021, prima di ritornare sui propri passi, poco dopo.

Dopo la fine della partecipazione diretta nel 2021, la maggior parte degli ingegneri e dei meccanici è stata trasferita allo sviluppo di veicoli di serie o a ricerche su motori avanzati. Come ha dichiarato Watanabe: "Gli ingegneri sono stati trasferiti allo sviluppo di auto di serie o a ricerche su power unit energetici avanzati. Di fatto, le persone sono scomparse dal progetto". 

Solo un piccolo gruppo è rimasto per supportare la fornitura a Red Bull Powertrains, senza alcun sviluppo attivo del motore. Questo ha generato una concreta interruzione di continuità: "Solo alcuni ingegneri e meccanici sono rimasti per la fornitura a Red Bull, quindi c'è stato un vuoto".

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Koji Watanabe

Il rientro in fretta e furia

La decisione di rientrare è arrivata ufficialmente nel novembre 2022 con la registrazione di HRC come produttore di power unit di Formula 1, seguita dall'approvazione del consiglio Honda nell'aprile 2023. Tuttavia, il richiamo del personale ha richiesto tempo a causa delle rigide restrizioni del cost cap introdotte proprio dal 2023. 

Watanabe ha ammesso: "Gli ingegneri stanno lavorando duramente, ma c'è stato un ritardo nel loro ritorno al progetto". Takeishi Ikuo, direttore esecutivo di HRC, ha confermato: "C'è stato un time lag per riportare gli ingegneri nel progetto F1, e le restrizioni del cost cap hanno influito". Questo ha creato un "time lag" nella riorganizzazione, rallentando lo sviluppo del propulsore RA626H.

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La power unit RA626H

La riorganizzazione strutturale in HRC per garantire continuità 

Per evitare in futuro interruzioni simili, Honda ha trasferito l'intero progetto F1 sotto HRC, trasformandola in una struttura dedicata al motorsport con integrazione di attività a due e quattro ruote. In precedenza la Formula 1era gestito come progetto temporaneo all'interno del Honda R&D Center, con budget e personale che azzeravano al ritiro e know-how disperso. 

Watanabe ha sottolineato: "Ora F1 sarà gestita entro Honda Racing Corporation, una compagnia specializzata in ambito racing. Anche se si smette, persone e budget non vanno a zero". Questa scelta garantisce "continuità e sostenibilità", preservando esperienza, investimenti e risorse umane indipendentemente da future decisioni di partecipazione.

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Lo stabilimento della Honda a Sakura

Problemi attuali della power unit RA626H 

Il motore RA626H, installato a bordo della Aston Martin AMR26, non ha ancora espresso il pieno potenziale a causa di vibrazioni anomale emerse nei test pre-stagionali. Takeishi ha spiegato: "Si sono verificate vibrazioni anomale, che hanno danneggiato il sistema batteria". Questo ha limitato i chilometri percorsi e richiede interventi urgenti sul lato power unit per risolvere la causa principale. Watanabe ha indicato che, una volta eliminato il problema di vibrazione, la PU dovrebbe mostrare le sue vere prestazioni.

Honda punta a una partnership stabile e competitiva con Aston Martin, sfruttando la nuova struttura HRC per una presenza duratura nella serie iridata. L'obiettivo finale rimane il raggiungimento di titoli, basandosi sull'esperienza accumulata (soprattutto con Red Bull) e sulle tecnologie allineate con le nuove regole 2026, che enfatizzano l'elettrificazione e i carburanti sostenibili.

Watanabe ha espresso fiducia nel potenziale a lungo termine: il team ha la capacità di competere non solo nel 2026, ma anche negli anni successivi, con una preparazione che procede secondo i piani nonostante le difficoltà iniziali.


Crediti Foto: Honda HRC

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