FIA e F1
Le bandiere della FIA e della F1 sventolano nel paddock

Da mesi il paddock sussurra, i tecnici calcolano, i team principal scelgono le parole con cura. Ma oggi, con i test in pieno svolgimento e a due settimane dal Gran Premio d'Australia che darà il via alla stagione 2026, il tempo dei sussurri è finito. La F1 Commission e il Power Unit Advisory Committee si riuniscono per affrontare quello che è diventato il caso più scottante della vigilia: il rapporto di compressione del motore Mercedes. E non solo, visto che si dibatterà anche delle partenze con i motorizzati Ferrari sul piede di guerra per non far cambiare lo status quo

La questione è tecnica nella forma, ma politica nella sostanza. La nuova era regolamentare 2026 ha aperto, come era prevedibile, una serie di zone grigie interpretative. E in una di queste zone grigie si è infilata la Stella a Tre Punte con una soluzione che spingerebbe il rapporto di compressione oltre i limiti consentiti.

Mercedes
Copertura della testata di una power unit Mercedes

Power unit: il punto di vista di Vasseur

Frederic Vasseur, con la diplomazia tagliente che lo contraddistingue, ha fotografato la situazione meglio di chiunque altro. "Con un cambio di regolamento così complesso, che tocca l'utilizzo dell'energia, il telaio, l'aerodinamica, il motore, la batteria, il carburante, ci si aspetta necessariamente che ci siano zone grigie", ha dichiarato ad Auto Hebdo

E fin qui, nulla di sorprendente. Il team principal Ferrari crede nella buona fede di Mercedes e questo è importante da sottolineare: non siamo di fronte a un'accusa di barare, ma a un conflitto di interpretazioni legittime in un territorio regolamentare ancora da mappare con precisione.

Il problema è un altro, ed è quello che rende oggi una data chiave: arrivare alla prima gara con interpretazioni divergenti del regolamento significherebbe competere con regole diverse. Non è una questione di etica sportiva astratta, è una questione concreta di prestazioni, di punti, di campionato. "Se si arriva alla prima gara con diverse interpretazioni del regolamento, avremo necessariamente delle differenze in termini di prestazioni a causa di questo", avverte Vasseur, "e non è un bene per lo sport".

La soluzione tecnica, almeno sulla carta, sembra accessibile. Lo stesso Vasseur indica la direzione: abbassare un rapporto di compressione è tecnicamente più semplice che aumentarlo. Mercedes, se chiamata a conformarsi, avrebbe gli strumenti per farlo. Ma il punto non è solo tecnico: è il segnale che la FIA deve mandare a tutti i costruttori su come verranno gestite le zone grigie di questo ciclo regolamentare. Un segnale di chiarezza, di coerenza, di autorità.

Fred Vasseur, Scuderia Ferrari. Crediti foto: Getty Images

Perché quello che emerge dalle parole di Vasseur - e che molti nel paddock pensano senza dirlo apertamente - è un certo imbarazzo istituzionale. "Sono mesi che abbiamo discussioni, ma è un po' imbarazzante che a due settimane dal primo GP, siamo ancora a chiedere chiarimenti". Mesi di tavoli tecnici, di riunioni, di bozze e controbozze, e si arriva all'antivigilia di Melbourne ancora senza una risposta definitiva. Non è un buon biglietto da visita per una governance che vorrebbe essere moderna ed efficiente.

Power Unit 2026: la necessità di chiudere la pratica 

Oggi, dunque, la F1 Commission e il PUAC hanno l'occasione - e la responsabilità - di chiudere questa pagina prima che diventi un capitolo. Una sentenza chiara sul caso power unit Mercedes non è una punizione: è una necessità sistemica. 

È il modo in cui la Federazione Internazionale e le autorità preposte in generale dimostreranno di saper governare la complessità che essa stessa ha generato con un regolamento rivoluzionario ma inevitabilmente imperfetto. Il giudizio che arriverà oggi dirà molto su come sarà gestita questa stagione 2026. E forse, molto di più su come sarà gestita la Formula 1 nei prossimi anni.


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