Mercedes
Copertura della testata di una power unit Mercedes

Questa mattina si è tenuta una riunione della F1 Commission  in cui è stato discusso e approvato – secondo quanto filtra dagli ambienti tecnici del paddock – un intervento regolamentare destinato ad avere un impatto rilevante sul ciclo di sviluppo delle power unit 2026. Il nodo riguarda la modalità di misurazione del rapporto di compressione della parte endotermica: non più calcolato in condizioni statiche, bensì dinamiche, quindi a caldo, ma con entrata in vigore posticipata al 1° agosto 2026.

Si tratterebbe di una soluzione di compromesso, maturata dopo settimane di confronto tra i costruttori, in un contesto già reso estremamente complesso dall’introduzione del nuovo regolamento tecnico che vede l’eliminazione dell’MGU-H e un deciso incremento della quota elettrica.

Andrea Kimi Antonelli
Le power-Unit Mercedes

Power unit - Statico contro dinamico: cosa cambia realmente

Il rapporto di compressione è un parametro chiave nell’efficienza termica di un motore a combustione interna. La misurazione statica fotografa il rapporto geometrico tra volume massimo e minimo del cilindro, mentre quella dinamica tiene conto delle reali condizioni operative, quindi temperatura, pressione effettiva e comportamento delle valvole durante il ciclo.

Il passaggio alla misurazione dinamica modifica il quadro tecnico di riferimento: consente di sfruttare con maggiore elasticità la fasatura e la gestione del ciclo, potenzialmente aumentando il rapporto di compressione effettivo in condizioni di esercizio senza incorrere in violazioni regolamentari.

Nel caso di Mercedes, il dato attuale della parte endotermica è attestato a 16:1 in configurazione statica, come da prescrizione normativa. Tuttavia, secondo le informazioni che circolano da settimane, in regime dinamico la casa di Brixworth potrebbe arrivare fino a 18:1, incrementando in modo sensibile l’efficienza della combustione e recuperando terreno rispetto ai concorrenti.

Una mediazione politica oltre che tecnica: Mercedes può lavorare con relativa calma

La decisione di posticipare l’introduzione della nuova metodologia al 1° agosto 2026 rappresenta una mediazione tra posizioni divergenti. Da un lato, costruttori come Red Bull Racing, Audi (in ingresso ufficiale come factory team nel 2026), Honda e, in parte, Ferrari, avrebbero spinto per un’applicazione immediata del nuovo criterio di misurazione, già dall’inizio del ciclo regolamentare.

Dall’altro lato, la Stella a Tre Punte avrebbe chiesto un rinvio al 2027, sostenendo la necessità di garantire stabilità tecnica nel primo anno di una rivoluzione regolamentare che già impone investimenti significativi su architettura elettrica, batterie e software di gestione energetica.

La data del 1° agosto 2026 si colloca esattamente a metà strada: non immediata, ma nemmeno posticipata di un’intera stagione. Una finestra temporale che consentirebbe agli attori di ricalibrare parte del progetto in corso d’opera, senza tuttavia riscrivere completamente l’architettura della power unit.

La power unit Mercedes installata sulla W16

Implicazioni competitive

Se confermata, la modifica regolamentare potrebbe incidere in modo significativo sugli equilibri del primo anno ibrido “elettrificato” senza MGU-H. Un incremento del rapporto di compressione dinamico fino a 18:1 comporta un miglioramento dell’efficienza termica, dunque una maggiore energia disponibile a parità di carburante. In un contesto in cui il flusso massimo sarà rigidamente controllato e la gestione energetica diventerà centrale, ogni punto percentuale di efficienza si traduce in vantaggio prestazionale.

Scenario ancora non ufficiale

Va sottolineato che, al momento, non esiste una comunicazione ufficiale da parte della FIA o della Formula 1. Si tratta di indiscrezioni provenienti da ambienti interni alla riunione della F1 Commission. Tuttavia, la convergenza delle fonti lascia intendere che la direzione sia quella descritta.

Se confermata, la scelta non sarebbe soltanto un aggiustamento tecnico, ma un segnale politico preciso: evitare che il 2026 si trasformi in un campionato polarizzato fin dall’inizio, concedendo una finestra di riequilibrio a stagione in corso.


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