Ferrari – "Sprecare" Lewis Hamilton per il titolo costruttori
Considerazioni sui tifosi della Rossa che prediligono la lotta per la classifica secondaria, piuttosto che puntare al bersaglio grosso del titolo piloti.

I tifosi della Ferrari mostrano oggi un atteggiamento che rasenta il disfattismo. Invece di spingere la Scuderia verso la lotta per il titolo piloti, una larga parte di essi ha già abbassato le aspettative, dichiarando di credere soltanto nella battaglia per il Titolo Costruttori. Questa posizione non rappresenta prudenza, bensì una resa anticipata all’idea che il Cavallino Rampante non possa più aspirare al massimo. È un pessimismo che tradisce debolezza di carattere e scarsa fiducia nella propria squadra.
Lewis Hamilton è a 45 punti da Kimi Antonelli, una rimonta non impossibile, visti i problemi di affidabilità della Mercedes, con almeno altri 12 Gran Premi da disputare, guerra in Medio Oriente, permettendo.
I supporter della Rossa hanno trasformato lo scetticismo in una vera e propria filosofia. Convinti che la vettura non sia all’altezza di un duello iridato, preferiscono rifugiarsi nell’obiettivo “realistico” del costruttori, quasi a voler mettere le mani avanti per giustificare future delusioni. Questa mentalità difensiva è criticabile perché autolimita le ambizioni del team.
Invece di pretendere una vettura e una strategia in grado di contrastare la Mercedes di Antonelli, i tifosi si accontentano di una lotta per il titolo secondario. È un atteggiamento da perdenti cronici: si rinuncia preventivamente al sogno più grande per celebrare un trofeo consolatorio.

Per il titolo costruttori, bastava tenersi Sainz
Se l’unico obiettivo è davvero il titolo costruttori, allora Carlos Sainz rappresentava la soluzione ideale: costante, affidabile e poco ingombrante. Con lo spagnolo, la Ferrari nel 2024, ha sfiorato l'iride riservato alle squadre, andato poi alla McLaren, per soli 14 punti.
Hamilton è un cannibale e un vincente seriale. La sua storia dimostra capacità di imporre la propria superiorità, di spremere al massimo il team e di non accontentarsi mai. Proprio per questo motivo i tifosi lo temono. Preferiscono un pilota “da squadra” come Sainz, che garantisce armonia e punti regolari senza creare tensioni, piuttosto che un campione esigente che potrebbe destabilizzare gli equilibri interni pur di vincere. È una scelta da piccoli: meglio la tranquillità del gregario che la grandezza scomoda del leader assoluto.

I limiti di una tifoseria conservatrice
Questa preferenza per il confortevole denuncia un problema profondo della tifoseria ferrarista: il conservatorismo e la mancanza di coraggio. Invece di sostenere un pilota che porta mentalità vincente e alza il livello dell’intera scuderia, si invoca la stabilità e si critica il cambiamento. Si accusa Lewis Hamilton di essere egoista senza riconoscere che i grandi campioni sono tali proprio perché pensano prima di tutto alla vittoria. I tifosi, in sostanza, chiedono alla Ferrari di accontentarsi di essere competitiva per il costruttori, trofeo onorevole ma nato ben 10 anni dopo, il titolo piloti.
Arrendersi ad Antonelli e alla sua Mercedes, è un tradimento dell’identità storica della Scuderia, che ha costruito la propria leggenda proprio su ambizione sfrenata e piloti capaci di fare la differenza. I tifosi della Ferrari che rinunciano al titolo piloti e spingono solo per il costruttori, dimostrano una mentalità rassegnata e controproducente.
Accontentarsi del titolo riservato ai team, rivela più timore del successo che reale saggezza strategica. Finché prevarrà questo conformismo pavido, sarà difficile per Maranello tornare a dominare davvero. La tifoseria dovrebbe pretendere il massimo, non giustificare il minimo. Al momento, però, sembra più impegnata a difendere le proprie basse aspettative che a sostenere una Ferrari veramente ambiziosa.
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