Formula 1: il ritorno al V8 rischia di essere un autogol
È questa la provocazione lanciata da Juan Pablo Montoya che loda la Formula 1 attuale

Nel paddock della Formula 1 continua a prendere quota il dibattito sui propulsori del futuro. La prospettiva di un ritorno ai V8 entro il 2030, fortemente sostenuta dal presidente FIA Mohammed Ben Sulayem, ha riacceso l’entusiasmo di una parte dei tifosi più legata alla tradizione. Eppure non tutti condividono questa visione romantica del passato. Tra le voci più critiche emerge quella di Juan Pablo Montoya, convinto che quell’epoca venga oggi ricordata in maniera troppo indulgente.
Secondo l’ex pilota colombiano, il rischio è quello di idealizzare una Formula 1 che, sul piano sportivo, offriva ben meno spettacolo di quanto si racconti oggi. Un giudizio netto, espresso durante il podcast della BBC “Chequered Flag”, dove l'ex Williams ha smontato l’idea che il ritorno ai V8 possa automaticamente migliorare le gare.

La FIA accelera sui cambi regolamentari
Le normative tecniche continuano a dividere addetti ai lavori e pubblico. L’aumento della componente elettrica che caratterizza il nuovo ciclo regolamentare ha generato dubbi sia sul piano della competitività sia su quello della guidabilità delle vetture. Per questo FIA e Formula One Management stanno già valutando correttivi destinati a riequilibrare il rapporto tra motore endotermico ed ERS.
Tra le modifiche più discusse c’è l’incremento della potenza del motore a combustione interna, destinato a compensare almeno in parte il peso crescente dell’elettrificazione. Sullo sfondo resta però il progetto più radicale: archiviare l’attuale filosofia ibrida e riportare in vita i V8 entro la fine del decennio.
Montoya, però, non sembra affatto convinto che quella soluzione possa restituire autenticità allo spettacolo. Anzi, il colombiano ritiene che molte gare dell’epoca fossero estremamente statiche.
“La gente dice sempre che quella Formula 1 fosse incredibile. Io rispondo di riguardare le gare: erano molto noiose. In alcuni casi sembravano brevi sessioni di prove”, ha spiegato.

Critiche al DRS, ma promozione al duello energetico
Montoya ha espresso apprezzamento per l’attuale gestione energetica delle monoposto. L’ex Williams e McLaren considera più interessante la possibilità di difendersi e attaccare attraverso l’utilizzo strategico dell’energia elettrica, elemento che secondo lui aggiunge complessità reale al duello in pista.
Molto diverso il giudizio sul DRS, sistema che il colombiano non ha mai realmente accettato. A suo avviso, il meccanismo introdotto per facilitare i sorpassi ha finito per rendere molte manovre artificiali e prive di reale costruzione tecnica da parte del pilota.
“Con il DRS eri praticamente un bersaglio facile. Bastava stare entro un secondo e alla fine del rettilineo arrivava il sorpasso. Poi tutti dicevano: ‘che manovra straordinaria’. Ma in realtà non aveva fatto nulla”, ha dichiarato.
Nel ragionamento di Montoya emerge quindi una posizione controcorrente: meno nostalgia e più attenzione alla qualità effettiva delle battaglie in pista. Un’opinione che difficilmente troverà consenso tra i puristi del sound aspirato, ma che riporta al centro una domanda precisa: il fascino del passato coincide davvero con gare migliori?