Ferrari: una notizia buona e una cattiva
Considerazioni sulla “vittoria” (tutt'altro che confermata) della linea ferrarista sulla power unit della Mercedes

Ieri è stata una giornata incredibile per la F1 e tutto il motorsport. Un’indiscrezione del Corriere dello Sport riporta che, dopo anni e anni di sconfitte politiche, finalmente la Ferrari sarebbe riuscita a vincere nelle aule della FIA sul famigerato “rapporto di compressione” della nuova power unit Mercedes che, oltre a fornire il team ufficiale di Brackley, cede i propulsori anche all’attuale campione del mondo, la McLaren, alla Williams all'Alpine.
Il Cavallino Rampante non avrebbe fatto tutto da solo, ovviamente. Ha avuto bisogno prima di “far squadra” con altri fornitori di power unit scontenti del “trick” anglo-tedesco, Audi e Honda su tutti. In extremis sarebbe arrivato anche l’appoggio della Red Bull, cosa che avrebbe messo alle strette prima la Federazione Internazionale e poi la Mercedes.

La gioia sui social come se Ferrari avesse vinto un mondiale
I social sono letteralmente esplosi alla notizia della vittoria ferrarista, tanto da far dimenticare che poche ore dopo ci sarebbe stata la Cerimonia d’Apertura dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina. Tifosi ferraristi da tutto il mondo sprizzavano gioia da tutti i pori, come se la il Cavallino Rampante avesse vinto un Mondiale di F1 (ci sia concessa l'esagerazione).
Tifosi della Mercedes che, di converso, gridavano al complotto contro le istituzioni della F1, con gli sbeffeggiamenti dei primi che ricordavano ai secondi tutti i favori ricevuti da Place de la Concorde: dai 1000km di test segreti passando ai mozzi forati, al DAS e, per finire, alla famigerata TD-39 che tagliò, di netto, le gambe alla Ferrari nel 2022.
Non sappiamo se questa presunta vittoria (ci sono voci che non la confermano affatto, ne abbiamo parlato in questo approfondimento: leggi qui) porterà un effettivo svantaggio per la Stella a Tre Punte. Verrebbe in ogni caso da pensare che si configura una sorta di contrappasso del 2020, quando la la SF-1000 fu “castrata” sul fronte motore con cui erano arrivate le vittorie di Charles Leclerc, a Spa-Francorchamps e a Monza.
Dopo anni e anni i ferraristi possono essere fieri di un team che si è fatto sentire nelle opportune sedi? Certo, ma i fatti non sono ancora acclarati e quella che sui social è passata come un'affermazione potrebbe invece risultare una vittoria di Pirro.

La cattiva notizia: adesso Ferrari deve vincere
Ammesso che la Scuderia abbia davvero vinto, dopo la giornata di ieri, emergono domande sul campionato che scatta tra un mese, a Melbourne. L'ipotetica vittoria della "linea rossa" ha ora bisogno di un seguito concreto. La bacheca di Maranello non si apre dal 2008, certi trionfalismi smodati non attribuiscono coppe e titoli.
Poniamo il caso che la Mercedes o la McLaren, meno probabile Williams e Alpine, possano arrivare nella parte alta della classifica senza subire un effettivo svantaggio e che la Ferrari arranchi come fatto lo scorso anno, la vittoria sarebbe stata solo un momento di gioia (e di sfottò) ma che avrebbe portato al proverbiale pugno di mosche.
La scuderia di Maranello, adesso, ha un fardello da sostenere più duro dell’arrivo (per ora deludente) di Hamilton e della fanfara di Milano dello scorso anno. Fra un mese non conteranno le arringhe nelle segrete stanze della FIA né le esaltazioni dei tifosi sulle agorà virtuali, conterà la forza della SF-26 e la capacità dei piloti di condurla al limite. Alla vittoria politica, se confermata, deve seguire un trionfo sportivo. Altrimenti sarà stato tutto inutile.
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Crediti foto: Scuderia Ferrari, Mercedes-AMG, Colombo Images