F1 Aston Martin Honda
L'Aston Martin AMR26 di Alonso in pitlane a Shanghai

La partnership fra Aston Martin e Honda ha vissuto un avvio catastrofico in F1. Nelle prime due gare, Australia e Cina, entrambe le vetture hanno accumulato pochissimi giri validi. In Australia Fernando Alonso ha completato solo 21 giri prima del ritiro, mentre Lance Stroll è arrivato a 15 giri dal vincitore. 

In Cina la situazione è peggiorata: Stroll ha abbandonato per un sospetto problema alla batteria, mentre Alonso ha resistito fino al giro 32 prima di arrendersi a causa di vibrazioni eccessive che gli hanno fatto perdere completamente la sensibilità a mani e piedi. 

Alonso ha dichiarato: “Le vibrazioni del motore erano diverse, o meglio eccessive, e a partire dal giro 20 circa ho iniziato a perdere ogni sensazione nelle mani e nei piedi. Continuare fino alla fine perdendo sensibilità non aveva senso”. Durante la gara le telecamere on board hanno mostrato chiaramente il pilota spagnolo togliere ripetutamente le mani dal volante sui rettilinei per alleviare il dolore.

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Stroll che abbandona la sua AMR26 durante la gara di Shanghai

La natura del problema: risonanza e cause combinate

L’esperto giapponese Yosuke Fukuda, rappresentante del team GAINER nel Super GT e specializzato in vetture da corsa, interpreta il guaio come un classico fenomeno di “risonanza”. Quando la frequenza delle vibrazioni emesse dalla power unit coincidono con la frequenza naturale del telaio, le oscillazioni si amplificano in modo distruttivo. 

Fukuda intervistato da Motorsport, paragona la situazione a un grattacielo durante un terremoto: “Le frequenze coincidenti provocano oscillazioni catastrofiche”. Non è un difetto isolato del motore Honda né del telaio Aston Martin, ma del loro accoppiamento specifico. Il telaio e la power unit sono collegati rigidamente, e i punti di fissaggio possono innescare questa interazione imprevista.

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La Nissan Tanax Z del team Gainer

I tentativi di Honda ed il suggerimento per risolvere l’enigma

Honda ha lavorato su contromisure multiple per ridurre le vibrazioni alla fonte, concentrandosi inizialmente sulla protezione della batteriaAttualmente cinque ingegneri dell’Aston Martin lavorano direttamente nella base Honda a Sakura per affrontare il guaio in modo congiunto. Fukuda insiste però sul fatto che non esiste una soluzione unilaterale: “Alla fine devono avvicinarsi l’uno all’altro". 

"Cambiare solo il punto di applicazione delle vibrazioni o irrigidire il telaio senza compromessi non basta. La risonanza si verifica solo con l’insieme completo, gomme e sospensioni montate”. Ha paragonato la situazione a un puzzle: “Non è che ogni pezzo sia difettoso. È che si sono incastrati tutti insieme. Serve qualcuno che sappia come sistemare il puzzle”.

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La sede di Honda, a Sakura

La stagione è partita in modo disastroso, con ritiri multipli, pochissimi dati raccolti e piloti costretti ad affrontare limiti estremi per evitare infortuni. La risoluzione dipende da un vero lavoro di squadra tra Aston Martin e Honda, senza posizioni rigide sulle responsabilità.

Fukuda conclude che anche componenti perfetti singolarmente possono generare problemi quando integrati male. Il successo passerà dalla capacità di coordinare telaio e motore sotto una leadership tecnica forte, con l’obiettivo di arrivare competitivi almeno a Suzuka, dove Honda vuole dimostrare progressi concreti davanti al proprio pubblico.


Crediti foto: Aston Martin Aramco F1 Team, Imago, Gainer Super GT, Honda

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