Red Bull Max Verstappen Norris Russell
Verstappen che risponde ai giornalisti nell'hospitality Red Bull

Stamattina Max Verstappen ha dato l’ennesima dimostrazione di quanto sia difficile gestire il suo ego. Appena entrato in sala stampa e notato la presenza del giornalista Giles Richards del Guardian, il pilota della Red Bull ha bloccato la conferenza: “Non parlerò finché non se ne va. Fuori”. Lo ha ripetuto tre volte, con tono perentorio e autoritario. Solo dopo aver ottenuto l’allontanamento del reporter ha accettato di rispondere alle domande.

Un gesto meschino, infantile e poco professionale che ha ancora una volta messo in imbarazzo la F1.

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Giles Richards

L’episodio: capriccio da superstar

Il pretesto? Un rancore che risale alla conferenza post-Abu Dhabi 2025, quando lo stesso giornalista gli aveva chiesto se rimpiangesse l’incidente con George Russell in Spagna. Quello che, per molti, gli è costato il quinto titolo mondiale, perso per soli due punti contro Lando Norris.

Invece di rispondere da adulto o ignorare la domanda scomoda, Verstappen ha preferito esercitare il suo potere e cacciare il giornalista dalla sala. Un comportamento da diva che rivela un pilota sempre più intollerante alle critiche, anche quando arrivano mesi prima. “Ora possiamo cominciare”, ha detto con sufficienza una volta rimasto solo con i reporter “graditi”. Un atteggiamento che fa sorgere seri dubbi sulla sua maturità fuori dalla pista.

Questo episodio non arriva dal nulla. Già durante i test pre-stagionali di febbraio in Bahrain, Verstappen aveva mostrato il suo lato lamentoso. Aveva criticato duramente le nuove regole 2026, definendo le auto “Formula E con steroidi”, poco divertenti e troppo concentrate sulla gestione dell’energia invece che sul talento puro di guida.

Le sue parole sono state un attacco frontale alle regolamentazioni, dipingendo un quadro catastrofico: macchine noiose, che tolgono il vero piacere di correre. Critiche legittime nella forma, ma espresse con il solito tono di chi sembra sempre insoddisfatto, nonostante i successi e lo stipendio milionario.

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Il famigerato contatto di Barcellona tra Russell e Verstappen

Le risposte taglienti di Norris e Russell

Le repliche di Lando Norris e George Russell furono chiare e meritavano di essere ascoltate.

Lando Norris, che invece si era divertito alla guida delle nuove vetture, rispose con ironia tagliente: “Molto divertente. Mi sono davvero divertito. Se vuole ritirarsi, può ritirarsi. La Formula 1 cambia sempre. A volte è meglio da guidare, a volte meno. Ma guadagniamo una cifra assurda per guidare, quindi non ci si può davvero lamentare”.

George Russell fu ancora più diretto: “Come ha detto Norris, siamo privilegiati. Onestamente voglio solo vincere. Per un pilota che ha vinto tanto di recente, immagino si voglia avere sia l’auto migliore che le più divertenti da guidare. Quindi sì, Max Verstappen è il benvenuto alla Nordschleife, immagino”.

In poche parole: smettila di piagnucolare, accetta il cambiamento e pensa a guidare invece di minacciare velatamente di mollare tutto solo perché le cose non sono più come vuoi tu.

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George Russell e Lando Norris

Il campione viziato che non tollera contraddittorio

Oggi a Suzuka le frecciate di febbraio assumono un significato ancora più pesante. L’espulsione del giornalista non riguarda le regole 2026, ma segue lo stesso schema: Verstappen si sente attaccato e reagisce in modo aggressivo, pretendendo di controllare chi può fargli domande e chi no.

Norris e Russell avevano già dipinto Verstappen come il pilota viziato dalle troppe vittorie: quello che pretende sempre il massimo – prestazioni, feeling di guida e rispetto assoluto – ma che non accetta mai compromessi né critiche. L’episodio di stamattina conferma purtroppo quel ritratto: un campione talentuoso in pista, ma immaturo e autoritario fuori.

Invece di usare la sua enorme influenza per elevare il dibattito, Verstappen sceglie di isolarsi, di creare nemici tra i media e di comportarsi come se le regole del rispetto valessero solo per gli altri.

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Un Verstappen pensieroso

Un campione che sta diventando un problema per la Formula 1

La Formula 1 ha bisogno di personaggi forti, ma non di capricci da superstar. Verstappen resta senza dubbio uno dei piloti più veloci della griglia, ma il suo atteggiamento sta diventando sempre più tossico. Le critiche alle regole 2026 potevano essere espresse in modo costruttivo; invece sono diventate l’ennesimo sfogo di un pilota che sembra non accettare che il mondo non giri sempre intorno a lui.

Le parole di Norris e Russell di febbraio suonano oggi come un monito: nella F1 moderna si guadagna troppo per lamentarsi in continuazione. Peccato che Verstappen sembri non volerlo capire.

Resta da vedere se questo nuovo fatto resterà un episodio isolato o se segnerà l’inizio di un rapporto sempre più conflittuale tra il campione olandese, i media e i colleghi. Intanto, il circo della Formula 1 offre l’ennesimo spettacolo poco edificante: un pilota che, pur di non affrontare una domanda scomoda, preferisce cacciare un giornalista piuttosto che dimostrare un minimo di professionalità.

Le parole pronunciate in Bahrain che oggi bruciano ancora più forte in Giappone. E a farne le spese, ancora una volta, è l’immagine della Formula 1.


Crediti foto: Graeme Robertson, Getty Images, DPP

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