Aston Martin AMR26 - Honda: tutta colpa dei pannelli solari
Il team principal della scuderia inglese Adrian Newey ha fatto una rivelazione scioccante sul metodo di lavoro della casa giapponese

Aston Martin si presenta al Gran Premio d’Australia con la AMR26 considerata il pacchetto più lento di tutta la griglia. Il team si era già preparato a un inizio di stagione difficile, ma la realtà si è rivelata ancora peggiore delle aspettative.
Dopo le prime due sessioni di prove libere, il problema è stato attribuito quasi interamente al motore Honda. Questo ha eliminato ogni dubbio emerso durante i test pre-stagionali in Bahrain, quando si parlava ancora di possibili responsabilità condivise tra aerodinamica, cambio e power unit.
Honda ha cominciato lo sviluppo del motore destinato alle nuove regole del 2026 con un ritardo importante rispetto agli altri costruttori. Mentre la maggior parte dei concorrenti ha avviato i lavori già nel 2021, Honda ha formalizzato il proprio impegno solo nella primavera del 2023. Questo ha generato un divario importante. Le prime difficoltà sono diventate evidenti già durante lo shakedown pre-stagionale a Barcellona e si sono protratte per tutto il periodo dei test invernali.

La rivelazione sorprendente di Adrian Newey sul team Honda
Durante la conferenza stampa riservata ai team principal nel corso del weekend australiano, Adrian Newey ha rilasciato dichiarazioni che hanno sorpreso molti addetti ai lavori. Ha spiegato nel dettaglio il contesto storico e la perdita di competenze tecniche che ha colpito Honda.
Adrian Newey ha dichiarato: “Honda si è ritirata dalla Formula 1 alla fine del 2021. Poi è rientrata, in un certo senso, verso la fine del 2022, quindi è rimasta fuori dalla competizione per circa un anno, un anno e poco più”. Ha proseguito spiegando: “Quando si sono riorganizzati, si è scoperto che gran parte del gruppo originale si era sciolto. Molti di loro sono andati a lavorare su pannelli solari o progetti simili".
"Di conseguenza, gran parte del team che si è riformato è composto da persone nuove per la Formula 1”. Ha aggiunto: “Non hanno portato con sé l’esperienza che avevano in precedenza. Sono rientrati con, credo, solo il 30% del gruppo originale e in un’era di budget cap. Quindi hanno iniziato con un enorme svantaggio e, purtroppo, stanno facendo molta fatica a recuperare”.
Newey ha sottolineato che sia Aston Martin sia Honda stessa credevano ci fosse una continuità con il gruppo di ingegneri che aveva vinto titoli mondiali con Red Bull, ma in realtà gran parte del personale esperto si era disperso verso altri settori, lasciando un’organizzazione composta prevalentemente da elementi privi di esperienza diretta in Formula 1.

Conseguenze e prospettive per la stagione 2026
La scoperta ha chiarito che il deficit di Honda non deriva solo da questioni tecniche o dal ritardo iniziale, ma soprattutto dalla mancanza di continuità nelle risorse umane. Aston Martin parte quindi con un handicap importante, legato a un motore che ha accumulato ritardi enormi a causa del budget cap (introdotto proprio dopo il rientro di Honda) e della carenza di know-how pregresso.
Al momento non vengono indicati piani concreti di recupero immediato o aggiornamenti specifici, ma il focus resta sul grave svantaggio accumulato. Il gruppo nipponico sta facendo sforzi notevoli, ma fatica a colmare il gap rispetto agli altri motoristi.
Il tono generale trasmette frustrazione e sorpresa: il motore Honda è diventato il principale, e quasi unico, responsabile delle prestazioni deludenti di Aston Martin in questo avvio di stagione.
Crediti foto: HRC, Getty Images