Red Bull – Laurent Mekies: “Su una cosa siamo d’accordo”
Il team principal e CEO della scuderia anglo-austriaca ha parlato delle nuove e problematiche regole e delle eventuali soluzioni nelle qualifiche

Con l’introduzione dei nuovi regolamenti motori nel 2026, che bilanciano in modo più equo la potenza termica e quella elettrica, le qualifiche hanno subito un cambiamento significativo. Invece di un approccio aggressivo e “a fondo”, i piloti si sono trovati a dover gestire l’energia in modo più conservativo. Questo ha portato a pratiche come il “lift and coast” e a rallentamenti in alcune curve veloci per ottimizzare la ricarica delle batterie.
Di conseguenza, le qualifiche hanno perso parte del loro carattere puro e spettacolare, trasformandosi in un esercizio di ottimizzazione energetica. Nonostante ciò, i tempi sul giro sono rimasti competitivi: ad esempio, la pole position ottenuta da Kimi Antonelli con la sua Mercedes W17 a Suzuka è risultata circa 1,8 secondi più lenta rispetto a quella di Max Verstappen nel 2025, ma comunque più veloce rispetto alle pole del 2022-2023. Le auto 2026 offrono accelerazioni impressionanti, eppure questo aspetto della gestione energetica è diventato uno dei punti più criticati della nuova era regolamentare.

Il consenso unanime nel paddock
Secondo Laurent Mekies, team principal e CEO della Red Bull Racing, esiste un accordo totale tra tutte le parti coinvolte sul desiderio di tornare a qualifiche più “pure”.
Mekies ha dichiarato a Motorsport: “Se c'è una cosa su cui siamo tutti d'accordo – tutti i team, la FIA, la F1 e i piloti – è che vorremmo tutti vedere sessioni di qualifica in cui ognuno spinga al limite, o il più vicino possibile ad esso”. Ha aggiunto che concentrarsi su questo obiettivo porterebbe benefici anche alle gare: “Quindi, questa è la prima cosa su cui cerchiamo di concentrarci, come disciplina. E poi, quello che succederà è che una volta che migliorate le qualifiche o raggiunto un livello in cui puoi fare qualifiche complete, avrai automaticamente una gara con potenzialmente un po' meno calcoli”.
Pur riconoscendo che le opinioni divergono sulla gestione energetica durante le gare, Mekies sottolinea che la priorità assoluta resta il ritorno alle qualifiche “a fondo”.

La proposta e i tempi di attuazione
La soluzione principale auspicata è quella di riportare le qualifiche a un livello in cui i piloti possano spingere al massimo senza dover gestire eccessivamente l’energia. Mekies propone di concentrarsi su cambiamenti mirati per il 2027, in modo da avere qualifiche “vere” già dalla stagione successiva.
Le sue parole: “Personalmente, penso che dovremmo concentrarci su come fare le cose per bene in vista del 2027. Perché abbiamo ancora tempo per fare il necessario se vogliamo risolvere la situazione entro il 2027 e avere le qualifiche completamente ottimizzate per l'anno prossimo. E poi, sono sicuro che ci sono tutta una serie di piccole cose che possiamo fare nel 2026”.
Per il campionato in corso sono previsti comunque alcuni aggiustamenti minori (“tutta una serie di piccole cose”), anche grazie alla pausa non programmata di aprile causata dall’annullamento dei Gran Premi di Bahrein e Arabia Saudita, che lascia tempo per interventi rapidi.

Una volta risolto il problema delle qualifiche, si prevede automaticamente una riduzione dei calcoli energetici anche in gara, rendendo le corse più fluide e meno “strategiche” dal punto di vista della gestione della batteria.
Il paddock appare compatto su questo fronte: team, FIA, F1 e piloti condividono l’obiettivo di qualifiche più autentiche e spettacolari. L’idea è di preservare l’essenza dello sport, dove la qualifica rappresenta un momento di puro attacco e prestazione massima, senza compromessi eccessivi legati all’energia.
l’intervento punta a correggere uno degli aspetti più discussi della nuova generazione di monoposto, puntando al 2027 come data chiave per un cambiamento più strutturale, mentre il 2026 servirà per affinamenti intermedi.
Crediti foto: Red Bull Content Pool, Getty Images