Il rapporto "odi et amo" tra Spa Francorchamps e Charles Leclerc
La F1 torna nella pista in cui il monegasco ha avuto gioie e dolori: un legame profondo che potrebbe fare la differenza

Il GP del Belgio è alle porte (oggi è il media day che potrete come sempre seguire su Formulacritica) e le forze in campo sono improvvisamente meno delineate dopo quanto accaduto a Silverstone. Tanti piloti adorano questo tracciato, questo iconico layout apparentemente favorevole a Mercedes e (forse) Red Bull ma che potrebbe celare degli assi nelle maniche di Ferrari e McLaren.
Il circuito belga è legato in modo particolare a due piloti in griglia: Charles Leclerc e Pierre Gasly. Entrambi erano molto vicini al driver di F2 che ci ha lasciato nel 2019 proprio a Spa: Anthoine Hubert. Da quel momento, sia Gasly che Leclerc hanno sempre avuto un occhio di riguardo in più verso “la cattedrale del motorsport”.
Prendendo in esame il monegasco, poiché ha più mezzi per ottenere buoni risultati grazie a una migliore monoposto, sembra che da quell'episodio sia scattato qualcosa in relazione a questo luogo quasi incantato. Leclerc è sempre uno dei più veloci in pista a Spa-Francorchamps. Non si tratta di un rapporto di sangue, ma di passione.

F1, Spa-Francorchamps: un'ultima gara prima di un arrivederci
Dal prossimo anno il circuito belga non sarà più nel calendario di Formula 1. Insieme al tracciato di Barcellona entra in un sistema a rotazione per il quale sarà presente una stagione sì e una no, in ciclica alternanza. Una bestemmia vera e propria verso uno degli appuntamenti più spettacolari dell'anno. Le storie che racconta questa pista sono incredibili, indimenticabili. Charles lo sa bene, perché proprio in Belgio ottiene la sua prima vittoria con Ferrari e il suo primo trionfo in F1 nello stesso weekend della morte del francese Hubert.
Gli anni successivi non sono stati da meno considerando la monoposto meno competitiva. Un esempio su tutti è l'incredibile seconda posizione in qualifica nel 2024 sul bagnato con assetto non proprio “rain” (convertita in pole position per una penalità di Max Verstappen), oppure l'eroica impresa dello scorso anno nel portare più in alto possibile una SF-25 quasi impossibile da guidare sui curvoni immersi nei minacciosi boschi delle Ardenne.
I buoni rapporti tra pilota e circuito esistono da sempre, un esempio è Silverstone per Lewis Hamilton o il Red Bull Ring per Max, ma Leclerc non ha una pista sola in cui si sente rinato. Quando si fa riferimento a Monaco e Monza tutti hanno come primo pensiero il pilota Ferrari. Non si può propriamente dire per Spa con la quale c'è un legame di odio-amore, inteso da un punto di vista morale, non tecnico.
Eppure, sembra quasi paradossale, è il teatro con cui è più legato e dove ha ottenuto i risultati migliori della sua carriera. Un palcoscenico sfidante per un pilota di caratura superiore. Sarà dura per Charles - e non solo - dire arrivederci a una gara su questo tracciato la prossima stagione: assurdità di Liberty Media che fatichiamo ancora a metabolizzare.

GP del Belgio 2026: da qui deve continuare la rinascita di Leclerc
Per tutti i motivi sopra elencati non c'è miglior posto per il monegasco in cui riconfermarsi come protagonista di questa stagione. Certo, è sbagliato per Ferrari in questo momento pensare al titolo, ma i buoni risultati devono arrivare indipendentemente dalla voglia di conquistare il campionato.
Meno ci si concentra, meno è la pressione e maggiore è la possibilità di raggiungerlo realmente. Dopo otto anni in Formula 1, Leclerc sa meglio di chiunque altro che la pressione gioca brutti scherzi. In una pista così colonna portante per lui, è il momento di dimostrare, come a Silverstone, che merita di essere dov'è e che merita di lottare con i migliori del mondo.
Difficile dire se un giorno arriverà il tanto atteso titolo in rosso per Leclerc. Sicuramente, sarebbe una gioia immensa per la squadra e i tifosi di tutto il mondo. Tuttavia, una gioia simile potrebbe già provarla il monegasco se riuscisse a vincere in Belgio dopo sette anni dall'ultima amara volta per via di un contesto luttuoso per i fatti dei giorni precedenti.