Ferrari: una stagione di Formula 1 che va al contrario
La SF-26 sull'Hungaroring - Scuderia Ferrari HP

A poche ore dalla fine del weekend all'Hungaroring, il verdetto è ormai chiaro: la Scuderia di Maranello aveva davanti una delle piste più favorevoli alle caratteristiche della SF-26 e non è riuscita a sfruttarla. Ed è un peccato, perché guardando la classifica il peso di questo risultato è evidente.

Ferrari resta "vicina" alla Mercedes nel Mondiale Costruttori e, soprattutto, Hamilton e Leclerc avrebbero potuto recuperare punti preziosi nei confronti sia di Kimi Antonelli ma soprattutto di George Russell, che continua a vivere un momento complicato con la W17. Su questo tracciato, l'unica vettura realmente perfetta è stata la McLaren, competitiva dal venerdì fino alla gara e che ha fatto esattamente ciò che avrebbe dovuto la Rossa. 

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Leclerc al GP d'Ungheria - Scuderia Ferrari HP

Ferrari, una sconfitta che pesa

Fa quasi effetto raccontare una Ferrari sconfitta proprio su una pista che, almeno sulla carta, sembrava ideale per la SF-26. E non perché non possa capitare un weekend storto, ma perché è reduce da una vittoria a Barcellona, circuito teoricamente favorevole alla Mercedes e da un successo a Silverstone con Charles Leclerc, altra pista poco adatta alle caratteristiche della monoposto di Maranello.

Anche Spa era un circuito sulla carta sfavorevole, soprattutto per via del deficit di motore, della gestione della batteria e del deployment. Eppure Ferrari è riuscita a mantenere il passo delle Frecce d'Argento, con Leclerc capace di restare vicino ad Antonelli per tutta la gara. Per questo motivo vederla uscire sconfitta dall'Hungaroring assume un peso non indifferente.

E ciò che rende questo weekend ancora più deludente, è che non si può attribuire tutto alle caratteristiche della vettura. Ci sono stati errori umani, strategici, imprecisioni da parte del muretto e ci sono stati errori dei piloti, o meglio del pilota, in quanto al monegasco non si ha nulla da recriminare. Tanti piccoli dettagli che, sommati insieme, hanno finito per compromettere un fine settimana che avrebbe potuto avere un esito completamente diverso.

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Lewis Hamilton all'Hungaroring - Scuderia Ferrari HP

Weekend opposto per Leclerc e Hamilton

Come accennato poc’anzi, l’unico indenne - se così possiamo dire - è Charles Leclerc, che ancora una volta ha iniziato il weekend con qualche difficoltà nel trovare il feeling con la vettura per poi trovarlo man mano. Hamilton, invece, ha vissuto il percorso opposto. 

Ottimo avvio nelle sessioni di libere, una quasi pole position, poi un progressivo peggioramento - se così possiamo dire - aggravato da qualche imperfezione della monoposto e dalle due penalità ricevute tra sabato e domenica. Una responsabilità a metà, nata sì da una comunicazione non perfetta del muretto Ferrari, ma anche dalla disattenzione del pilota. L'errore della domenica è invece completamente suo, per il quale si è assunto la piena responsabilità.

Sono episodi che potrebbero far pensare - il condizionale è d’obbligo - anche a un Lewis meno sereno nella guida. Non tanto per una questione di feeling con la vettura, quanto perché sembra costretto a forzare continuamente nel tentativo di estrarre prestazione. Lo si è visto anche nel primo stint con gomma dura, quando ha faticato a mandarli in temperatura e a tenere il ritmo degli avversari, tanto da essere costretto a gestire - anche se non tanto - per preservare la durata fino all'arrivo della Virtual Safety Car, che ha poi consentito alle Ferrari di montare la gomma rossa.

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La SF-25 sul circuito ungherese. Scuderia Ferrari HP

Ferrari: è dunque un’occasione mancata

E lo è ancora di più perché i problemi non sono arrivati soltanto dalla vettura. La SF-26 ha comunque mostrato alcune difficoltà, entrambi i piloti hanno lamentato sovrasterzo, poco grip e una vettura instabile, soprattutto al sabato nel primo e nel terzo settore. Ma gli errori più pesanti sono arrivati dal punto di vista strategico. 

Ferrari sapeva già al termine delle qualifiche che Leclerc sarebbe stato costretto a partire con una gomma rossa usata, avendo utilizzato un set extra nel Q2. Lo stesso Charles aveva spiegato che quella sarebbe stata la scelta per il via e che lo avrebbe messo in difficoltà. Detto fatto, perché allo spegnimento dei semafori la gomma pattina e retrocede in P5. Stessa dinamica per il team mate, anche se con mescola nuova.

Proprio per questo motivo ci si sarebbe aspettati una strategia differenziata con l’inglese. Anche le parole di Fred Vasseur prima della gara lasciavano intendere che Ferrari stesse valutando strategie diverse tra i due piloti. Invece entrambe le monoposto hanno seguito un'impostazione molto simile. Successivamente si è passati alla gomma dura e ha concluso la gara con la mescola rossa dopo la VSC.

Col senno di poi è facile parlare, ma osservando il ritmo della gomma rossa di Max Verstappen, viene spontaneo chiedersi se non sarebbe stato più conveniente anticiparne l'utilizzo. Infatti, con oltre venti giri su quella mescola, è riuscito a mantenere tempi molto competitivi, mantenendo praticamente il ritmo di Norris. Probabilmente Ferrari avrebbe potuto osare qualcosa di diverso.

ferrari
Le due Ferrari in azione sulla pista dell'Hungaroring

L'Hungaroring lascia più dubbi che certezze

La delusione era evidente già nelle dichiarazioni dei piloti al termine della gara. Entrambi puntavano alla vittoria. Entrambi si aspettavano molto di più. Leclerc si è mostrato amareggiato ma lucido, consapevole che ci siano ancora tanti aspetti da analizzare prima e durante la pausa estiva. Hamilton, invece, è stato molto severo con sé stesso, assumendosi apertamente le responsabilità delle proprie penalità e dei propri errori.

Merita una menzione il Team Principal. Fred Vasseur continua a mostrare un approccio comunicativo diverso rispetto al passato. Non cerca giustificazioni, ma si assume le responsabilità del lavoro del muretto, riconoscendo gli errori strategici, le imperfezioni nei pit stop e il fatto che il passo gara si sia rivelato completamente diverso rispetto a quanto emerso durante il venerdì. L'evoluzione della pista ha modificato profondamente gli equilibri del weekend e ha messo in difficoltà non soltanto la Rossa, ma gran parte della griglia.

Tutti questi elementi, sommati insieme, hanno finito per compromettere la prestazione complessiva della Scuderia. Ferrari è riuscita ancora una volta a ribaltare i pronostici, ma questa volta in senso negativo.

Forse all'Hungaroring si è arrivati con maggiore fiducia nei propri mezzi e, inconsciamente, con la convinzione di poter ottenere il risultato senza dover gestire un fine settimana perfetto. È soltanto una riflessione, naturalmente, perché nessuno può sapere cosa sia realmente accaduto.

Di certo c'è che Ferrari era arrivata in Ungheria per vincere e torna a casa con più interrogativi di prima. Il weekend insegna che il potenziale della SF-26 c'è, ma ricorda anche che, in F1, basta una serie di piccoli errori, di millesimi mancati, per trasformare un weekend da vittoria in una grande occasione mancata.


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