F1 Power Unit Liam Lawson Max Verstappen
Liam Lawson e Max Verstappen

Le normative tecniche per il 2026 in F1 introducono power unit con una ripartizione 50-50 tra motore a combustione interna e batterie potenziate, rispetto all’80-20 del 2025 a favore del motore termico. Insieme alle nuove regole sul telaio, questo porta a vetture con caratteristiche molto diverse rispetto al passato, con minore deportanza aerodinamica complessiva e un feeling di guida sensibilmente alterato. Le monoposto sono ancora in una fase di sviluppo iniziale e immaturo, quindi i team stanno lavorando intensamente per adattarsi e migliorare man mano che la stagione avanza.

Durante i test pre-stagionali Max Verstappen ha espresso un giudizio molto duro sulle vetture 2026. Il pilota della Red Bull ha definito la formula dominata dalla gestione dell’energia come anti-racing e l’ha paragonata alla “Formula E con steroidi”, mostrando forte insoddisfazione per le nuovi power unit e per il modo in cui influenzano le dinamiche di guida e le prestazioni in pista.

F1 Power Unit Liam Lawson Max Verstappen
Verstappen alla guida della Red Bull RB22 ai test in Bahrain

La difesa di chi non ti aspetti

Liam Lawson è intervenuto in difesa delle caratteristiche delle nuove vetture 2026, contravvenendo al pensiero del suo ex compagno di team, in Red Bull. Il neozelandese ha sottolineato che le grosse differenze percepite derivano dal confronto tra una macchina completamente nuova e una che invece è stata sviluppata e perfezionata per cinque anni. Ha riconosciuto le difficoltà iniziali ma ha manifestato ottimismo sul fatto che, con il tempo, lo sviluppo controverso e l’adattamento difficile i problemi verranno mitigati.

Lawson ha rilasciato diverse dichiarazioni significative ai media. Ha ammesso che è decisamente più difficile partire rispetto all’anno scorso, spiegando: “È decisamente più difficile partire rispetto all’anno scorso”. 

F1 Power Unit Liam Lawson Max Verstappen
Liam Lawson

Ha poi proseguito osservando le differenze nelle nuove vetture: “Si tratta di qualcosa che sono sicuro impareremo man mano che la stagione avanza, confrontando una vettura sviluppata per cinque anni con una completamente nuova: ci saranno sempre cose nuove e diverse”. 

Ha espresso fiducia nel progresso, affermando: “Sono sicuro che impareremo e miglioreremo, e la cosa principale è come sviluppiamo la macchina e la rendiamo più veloce, perché siamo ancora nelle prime fasi, ma vogliamo essere più veloci, specialmente rispetto ad alcune delle squadre top”. Ha precisato che il lavoro riguarda sia l’adattamento personale sia lo sviluppo tecnico: “Si tratta di abituarsi e di sviluppare la vettura rendendola più adatta a quello che noi piloti chiediamo, questo sarà una parte importante”.

Infine ha descritto l’esperienza di guida attuale come molto più impegnativa a causa della perdita di deportanza: “Sei molto più occupato al volante, ma più tempo passiamo a guidarle e più diventerà naturale, però al momento la perdita di deportanza le rende molto più difficili da gestire”. Lawson ha insistito sul fatto che il focus deve essere sullo sviluppo per recuperare prestazioni, soprattutto nei confronti delle squadre di vertice, e sull’adattamento dei piloti al nuovo stile di guida più impegnativo.

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Liam Lawson alla guida della sua VCARB-03 ai test in Bahrain

Contesto generale e implicazioni

Le dichiarazioni nascono direttamente dalle sensazioni raccolte nei test pre-stagionali con le vetture 2026 del pilota della Racing Bulls. Le difficoltà iniziali non sono viste come difetti intrinseci, ma come conseguenze di una fase di sviluppo precoce. 

Lawson spinge per investire tempo e risorse nello sviluppo, nella velocità e nell’adattamento alle esigenze dei piloti, suggerendo che con i progressi futuri le monoposto possano diventare più competitive e piacevoli da guidare per tutti i team.


Crediti foto: Getty Images, Red Bull Content Pool

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