F1 Mercedes Toto Wolff
Toto Wolff

Durante il Gran Premio del Giappone, Oliver Bearman, al volante della Haas, ha vissuto un incidente violento alla Spoon Curve. Avvicinandosi rapidamente a Franco Colapinto su Alpine, il pilota britannico viaggiava a circa 50 km/h più veloce rispetto alla vettura che lo precedeva. 

Colto di sorpresa dalla differenza di velocità, ha tentato una manovra evasiva, è finito sull’erba, ha attraversato la pista e si è schiantato contro le barriere con una decelerazione di 50G. Bearman è riuscito a uscire dall’abitacolo zoppicando, riportando soltanto una contusione al ginocchio destro, mentre la monoposto è stata completamente distrutta.

Haas VF-26 Gp Giappone
La Haas VF-26 di Oliver Bearman dopo l'incidente del Gp del Giappone

Il contesto delle nuove power unit

L’episodio ha riportato al centro dell’attenzione i rischi legati alle power unit introdotte quest'anno, caratterizzate da un equilibrio 50/50 tra componente elettrica e a combustione interna. Questo regolamento obbliga i piloti a gestire con estrema attenzione il recupero e il dispiegamento dell’energia della batteria, soprattutto nella fase finale dei rettilinei. 

Quando un pilota deve ricaricare, perde potenza propulsiva, Mentre chi dispone ancora di energia mantiene una velocità nettamente superiore. Situazioni di questo tipo generano differenze di velocità improvvise e potenzialmente pericolose tra vetture vicine, proprio come accaduto tra Bearman e Colapinto.

Toto Wolff, team principal e CEO della Mercedes, ha commentato con preoccupazione l’accaduto. “È una cosa che dobbiamo esaminare attentamente. I regolamenti sono ancora in una fase molto immatura. E sono sicuro che la FIA e i nostri team analizzeranno l'incidente con molta attenzione per capire come possiamo evitare che ciò accada di nuovo”. Ha aggiunto che all’interno della sua squadra ci sono già persone più competenti di lui al lavoro per trovare soluzioni: “Sono sicuro che ci siano già persone più competenti di me in Mercedes che si stanno grattando la testa su come evitare ciò”.

Toto Wolff ha sottolineato inoltre la necessità di rendere il sistema meno sensibile: “Dovremmo lavorare su questo aspetto per renderlo un po' meno sensibile. Altrimenti anche il minimo lift può causare una situazione imprevedibile”. Pur riconoscendo che alcune dichiarazioni dei piloti possano essere state esagerate, ha osservato che chi consuma molta energia nei primi settori non può sorprendersi di ritrovarsi senza potenza alla fine del giro. “Chiaramente, un altro aspetto che dobbiamo esaminare è come fare questo, come ottimizzare i sistemi per ridurre l'imprevedibilità”, conclude.

F1 Mercedes Toto Wolff
Power unit Mercedes

Le reazioni nel paddock

Nel paddock le preoccupazioni sono diffuse. Molti piloti hanno paragonato il nuovo stile di guida a un videogioco più che alla F1 tradizionale, evidenziando come anche un minimo sollevamento del piede dall’acceleratore possa provocare reazioni imprevedibili del propulsore. L’incidente di Suzuka ha reso concreto un rischio che era stato già segnalato in più occasioni durante le sessioni di prove e di gara.

L’episodio ha spinto il dibattito verso un’analisi urgente dei regolamenti, ancora considerati immaturi. La riunione della Power Unit Advisory Committee prevista il prossimo giovedì, un momento importante per discutere possibili correzioni, con l’obiettivo di ridurre le differenze di velocità eccessive e migliorare la prevedibilità delle vetture. L’intero ambiente della F1 concorda sul fatto che la sicurezza debba rimanere prioritaria, anche di fronte agli ingenti investimenti già effettuati sulle nuove power unit.

L’incidente di Oliver Bearman a Suzuka non rappresenta soltanto un singolo episodio sfortunato, ma un campanello d’allarme chiaro sulle sfide poste dalle normative 2026. Le dichiarazioni emerse nel paddock indicano una volontà condivisa di intervenire tempestivamente per evitare che situazioni simili si ripetano, garantendo al contempo che lo spettacolo e la competizione restino al centro della categoria.


Crediti foto: XPB, Getty Images, Mercedes-AMG

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