Alpine A526 Bahrain
Pierre Gasly a bordo della Alpine A526 durante i test del Bahrain

Nel pieno della tensione politica che accompagna l’avvio della stagione 2026, la questione del rapporto di compressione della power unit Mercedes si è trasformata in un caso regolamentare prima ancora che tecnico. A intervenire con una posizione netta è stato Steve Nielsen, direttore generale della Alpine, cliente diretto del motorista di Brixworth.

Alpine e Mercedes al contrattacco

Le sue parole, riportate da The-Race, tracciano una linea precisa: "Suppongo abbiano il diritto di protestare", ha detto a proposito del malcontento espresso da altri costruttori.

La Alpine A526 in azione sul tracciato di Montmelò

Il riferimento è alla possibilità, sempre prevista dal Codice Sportivo Internazionale, di presentare una protesta formale. In assenza di un atto ufficiale, il sospetto resta confinato al livello delle pressioni politiche e delle dichiarazioni indirette.

Il nodo è noto. I rivali di Mercedes - Ferrari, Audi, Honda e Red Bull - stanno lavorando per proporre una modifica delle procedure di test sul rapporto di compressione, chiedendo che le verifiche vengano effettuate con il motore in condizioni operative “a caldo”. L’intento è evitare che un’unità conforme al limite di 16:1 in condizioni ambientali possa operare con valori superiori una volta raggiunte temperature di esercizio più elevate.

Un’azione coordinata di quattro costruttori potrebbe teoricamente garantire la super-maggioranza necessaria per modificare il regolamento. Tuttavia, qualsiasi cambiamento richiede comunque il supporto della FIA e del FOM. L’organo di governo non ha ancora espresso una posizione definitiva, pur avendo chiarito di voler chiudere la questione prima di Melbourne.

Nielsen, che nella sua carriera ha lavorato per team, FIA e FOM, guarda però con cautela a un intervento regolamentare alla vigilia della stagione. "La cosa più fondamentale per me è il modo in cui stiamo affrontando la cosa", ha spiegato. "Se stiamo dicendo che un insieme scritto molto chiaro di regolamenti può essere contestato in questo modo, cos'altro è vietato? Tutto è in discussione". Punto di vista comprensibile.

Il dirigente Alpine sposta il discorso su un piano sistemico. "Le persone investono moltissimo tempo e denaro, in particolare denaro, in buona fede. E se improvvisamente tutto potesse essere messo in discussione... allora penso che sia un mondo completamente nuovo in cui non siamo mai stati prima".

La consapevolezza del conflitto di interessi è esplicitata senza giri di parole. "Si potrebbe dire che sono di parte perché abbiamo un motore Mercedes nella nostra auto, ma vogliamo davvero uno sport in cui le cose scritte chiaramente possono essere messe in discussione solo perché la gente vuole farlo? Spetta alla FIA rispondere".

Il direttore amministrativo del team francese Steve Nielsen

Mercedes avanti per la sua strada

Sul merito tecnico, Nielsen non lascia spazio a dubbi: "Alcune persone hanno seguito una strada, altre squadre ne hanno scelta un'altra. La mia opinione personale è che non mi preoccupa, perché penso che le normative siano chiare come il giorno sul rapporto di compressione".

E ancora: "Altre persone stanno cercando di introdurre parametri diversi, e questo per ragioni che conoscono meglio a loro. Ma abbiamo piena fiducia in Mercedes. Hanno costruito una PU in buona fede con un insieme di regolamenti molto chiari, e ne siamo soddisfatti. Ci fidiamo che l'organo di governo faccia la cosa giusta".

Il quadro è quindi duplice. Da un lato, quattro costruttori spingono per ridefinire le modalità di controllo su un parametro chiave della nuova architettura 2026. Dall’altro, un cliente diretto di Mercedes difende la legittimità dell’attuale interpretazione regolamentare e mette in guardia dal rischio di creare un precedente in cui norme scritte in modo esplicito possano essere rimesse in discussione alla vigilia del campionato.

La decisione finale, come riconosce lo stesso Nielsen, spetta alla Federazione Internazionale dell'Automobile. Ma il segnale politico è già chiaro: se c’è un sospetto, lo si formalizzi. In caso contrario, la partita si gioca in pista.


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