F1 Culling Game
La line-up dei partecipanti al prossimo Campionato Mondiale di F1

Proprio in questi giorni di caos, a proposito del famigerato nuovo regolamento della F1,  sta andando in onda un anime molto amato dal pubblico che calza a pennello su ciò che sta avvenendo dentro e fuori la pista: la terza stagione di “Jujutsu Kaisen” che adatta l’arco narrativo del “Culling Game”.

Il paragone tra i piloti di Formula 1 immersi nelle regole 2026 e i partecipanti al Culling Game di Jujutsu Kaisen si fa ancora più vivido dopo i primi test pre-stagionali in Bahrain e Barcellona, dove le sensazioni al volante hanno diviso il paddock in modo netto, quasi brutale.

Culling Game F1
L'Aston Martin AMR26 di Lance Stroll durante i test in Bahrain.

L'arena del Culling Game e le regole 2026 

Il Culling Game è un'arena forzata con barriere che imprigionano e in cui vi sono punti da accumulare uccidendo o sfruttando regole contorte, risorse limitate da gestire ossessivamente per non essere eliminati e un piano occulto che trasforma ogni azione in carburante per un'evoluzione più grande e oscura. 

Le regole della F1 2026 replicano lo stesso schema: macchine più corte, strette e leggere, ma con una power unit che divide a metà la potenza tra termico ed elettrico, batteria da ricaricare con lift-and-coast estremi persino in qualifica, active aero che sostituisce il DRS con mosse calcolate per ridurre drag e boost limitati in overtake mode. Tutto ruota attorno all’energia maledetta della batteria: chi la gestisce meglio sopravvive e attacca, chi la spreca muore in classifica.

Culling Game F1
Piloti che trovano difficoltà con le prove di partenza.

I piloti che abbracciano il caos 

I piloti che accettano e addirittura apprezzano questo setup ricordano chi entra nel Culling Game con la mentalità di Hakari o Yuta, pronti a trasformare le restrizioni in armi. Lando Norris, campione del mondo in carica, lo descrive come una sfida divertente e stimolante, simile a guidare una Formula 2 ma con più potenza da domare e meno grip da sfruttare, un caos che lo fa sentire vivo mentre ottimizza ogni joule. 

Per lui il sistema è figo se sai giocarlo sporco e strategico, proprio come chi accumula punti con astuzia nel Game e si evolve dentro le regole invece di ribellarsi. Norris ha persino punzecchiato chi si lamenta, suggerendo che se non piace si può sempre mollare. George Russell resta più misurato, apprezza la leggerezza e l'agilità che rendono la macchina più "piacevole da guidare" in certi aspetti, che i motori seppur complicati, invita i colleghi a dare una chance al nuovo setup.

F1 Culling Game
George Russell e Lando Norris, i principali promotori del nuovo regolamento.

I piloti che lo odiano visceralmente 

Dall'altra parte ci sono quelli che lo odiano con forza viscerale, come Yuji o Megumi nei primi momenti, quando capiscono che non si tratta più di combattere liberi ma di sopravvivere gestendo risorse in un'arena truccata. Max Verstappen lo chiama apertamente anti-racing, “Formula E gonfiata agli steroidi”, non divertente da guidare perché non si può più spingere flat out e serve un management ossessivo che lo fa dubitare persino della sua permanenza in F1, al punto da esplorare alternative fuori dal Circus

Lewis Hamilton, lo trova ridicolmente complesso al punto da richiedere una laurea per capirlo, con lift-and-coast di centinaia di metri o scalate in prima/seconda solo per recuperare batteria, qualcosa che non è racing ma un'altra cosa del tutto lontana da ciò che i fan capiranno. Fernando Alonso, con decenni di esperienza su regolamenti diversi, lo vede come un dramma che uccide il ruolo puro del pilota: troppo pensiero e troppo poco istinto al 100%.

F1 Culling Game
I campione del mondo principali denigratori del nuovo regolamento: Hamilton, Verstappen ed Alonso.

L'inganno condiviso 

In fondo il Culling Game e le regole 2026 condividono lo stesso inganno subdolo: promettono evoluzione, sostenibilità e spettacolo attraverso restrizioni estreme, ma finiscono per premiare chi calcola meglio l'energia invece di chi ha il piede più pesante, il coraggio più crudo nei duelli o il feeling più istintivo. 

Chi ama il piano più grande, Kenjaku o la FIA con la sua spinta green e show, lo abbraccia e ci prospera; chi vuole solo spingere al massimo e duellare in purezza si sente intrappolato in un'arena che ha perso l'anima maledetta per sostituirla con un contatore di batteria. La stagione è appena partita nei test, ma il sapore è già chiarissimo: o ci si adatta al battle royale elettrico o si maledice il giorno in cui ti hanno tolto la libertà per darti regole. 


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Crediti foto: F1, Getty Images, Aston Martin Aramco F1 Team

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