La partenza diventa il rebus della F1, ma non per Ferrari
La Ferrari sul circuito di Sakhir

Quello della partenza sta diventando un vero e proprio tema, se non “il” tema di questo inizio di stagione di Formula 1. Sono diversi i piloti che hanno espresso un parere in merito, così come diverse sono le simulazioni effettuate in pista durante i sei giorni di test in Bahrain. Non tutti, almeno questa è l’impressione, sembrano aver individuato la corretta impostazione tecnica - se così possiamo definirla - per  effettuare una partenza ottimale.

Chi invece sembrerebbe averlo fatto, come aveva anche dichiarato George Russell in una recente uscita, è Ferrari. In pratica, il team di Maranello, avrebbe costruito un vantaggio con una turbina più piccola, che garantisce una diminuzione del momento d'inerzia del rotore ed una richiesta di minore energia per raggiungere e mantenere il regime operativo (qui trovi l’analisi completa).

Mentre Ferrari scatta, la concorrenza invoca la FIA

Se Ferrari ha, o almeno sembrerebbe avere, tale vantaggio in partenza, gli altri dieci team presenti in griglia non sembrano essere nella stessa condizione. Oscar Piastri, ad esempio, come abbiamo riportato qui, ammette evidenti difficoltà e che già a partire da Melbourne, potrebbe incappare in insidie piuttosto grandi.

E parlando di McLaren, proprio durante i test in Bahrain, Andrea Stella ha lanciato un messaggio alla FIA, chiedendo di intervenire in merito alle procedure di partenza per un discorso legato alla sicurezza. Ma chi invece è di altro parere, rispondendo alle dichiarazioni seppur indirettamente, è Lewis Hamilton, che tiene a precisare che l’impostazione attuale va bene così, aggiungendo un'ulteriore conferma al vantaggio costruito da Ferrari.

Anche Pierre Gasly ha detto la sua in merito al tema, invitando tutto il pubblico a non perdersi la prima gara stagionale, in quanto potremmo assistere ad un momento che tutti ricorderemo. Dichiarazioni che fanno capire quanto i piloti devono non solo familiarizzare con le nuove monoposto, ma che i nuovi regolamenti richiedono un approfondimento anche di “concetti basilari”

Russell avverte Verstappen: "Voglio batterlo per il titolo"
George Russell, pilota Mercedes

Incubo Mercedes: le "peggiori partenze di sempre" secondo Russell

A quanto detto, si aggiungono le parole dei piloti Mercedes. George Russell, come riporta la versione inglese di Motorsport, ha raccontato che durante le ultime giornate ha effettuato diverse prove di partenza e che, a suo dire, sono state le peggiori della sua carriera in Formula 1.

Penso che abbiamo un grande potenziale, ma per vincere una gara devi anche partire molto bene”, ha ammesso il #63. “Le due partenze che ho fatto questa settimana”, continua, “sono state peggiori della mia peggior partenza di sempre in Formula 1”. Una frase che assume un peso non di poco conto e fa realmente capire la rilevanza del problema.

Dopodiché, il driver inglese sposta l’attenzione su Hamilton, sottolineando come non abbia riscontrato grandi problemi durante una simulazione: l’alfiere Ferrari partiva dalla casella n° 11, riuscendo ad arrivare in P1 con meno problemi rispetto alla concorrenza.

A questo punto”, continua Russell, “non credo che conti quanto sei veloce. L’ostacolo più grande è proprio la partenza. È quello che stiamo cercando di capire adesso, e al momento stiamo inciampando parecchio”.

Parole che vengono confermate anche dal suo team mate. “La power unit Ferrari sembrava molto forte nelle partenze” ha ammesso Kimi Antonelli. “Abbiamo fatto dei cambiamenti” ha aggiunto. “Partendo dal fondo della griglia, la partenza è sembrata migliore, ma non siamo riusciti a testarla correttamente in condizioni realistiche”.

Tra le parole conclusive, l’italiano riconosce che al momento si tratta di un punto debole per Mercedes. La procedura sembra parecchio complicata e che, per eseguirla alla perfezione, dice che c’è ancora del lavoro da fare nonostante qualche passo avanti effettuato nelle ultime tornate.

Strategie al semaforo: se la gara si decide nei primi cento metri

Ciò che emerge dalle parole dei piloti è un concetto chiaro: la partenza va studiata, approfondita e reinterpretata. Quanto espresso da Russell equivale a dire che non è importante avere la macchina più veloce della griglia, perché se si sbaglia al via, quando scatta il semaforo verde, il rischio è di compromettere tutto.

E allora, assodato che il nuovo regolamento richiede una assimilazione totale per team e piloti, sorge un'altra domanda: assisteremo ancora una volta a una Formula 1 in cui l’hype della gara si concentra tutto nei primi metri, allo spegnimento dei semafori? Se consideriamo al "trenino" a cui si è abituati, potrebbe essere un bene.

Ma, probabilmente, la stagione ci fornirà risposte diverse. È chiaro però che se non si dovesse arrivare ad una quadra nel breve termine, l’impostazione attuale necessiterà di una rivisitazione o, quanto meno, di un adattamento rapido da parte di tutti.

Potrebbero, allora, nascere nuove strategie? Forse sì. Non solo quelle classiche sul passo gara e soste ai box, ma anche su come massimizzare l’efficienza al via. Il che potrebbe aprire scenari interessanti, perché anche chi non parte dalla pole position potrebbe trovarsi tra le mani una grande occasione, grazie a soluzioni tecniche o aggiornamenti in grado di rendere la partenza più ottimale rispetto alla concorrenza e racimolare punti in vista del campionato.

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