F1 2026, Russell ammette: il motore Ferrari ha un vantaggio
Il pilota Mercedes, analizzando le difficoltà di guida delle nuove monoposto, accende i riflettori sul "turbo lag" e sulla complessità delle partenze 2026.

Terminati i test in Bahrain, due sono i pensieri comuni che emergono dal paddock. Il primo è quello che fa più rumore, ossia che la nuova generazione di monoposto non piace alla maggioranza dei piloti. Il secondo è un po’ un pensiero derivante, in quanto molti di essi faticano ad adattarsi al nuovo stile di guida imposto.
Tra questi vi rientra George Russell, che sebbene non abbia affermato che tali vetture non sono di suo gradimento, ammette però che c’è ancora molto da capire sul loro funzionamento. L’alfiere Mercedes parla di una guida complessa, con la quale andranno fatti dei compromessi e che, inoltre, modificherà i vari aspetti di una gara.
Il "compromesso" di Russell: quando la tecnica diventa un incubo ingegneristico
Il concetto ormai è chiaro: i piloti di Formula 1 dovranno fare i conti con una serie di nuovi elementi per competere nella stagione 2026 e non solo. E tra i temi più chiacchierati, rientra quello della partenza, momento più importante di una gara. Ne aveva già parlato Lando Norris, al quale si è unito il pensiero di Oscar Piastri ed ora ha espresso il suo parere anche George Russell.
Staccare il piede dalla frizione e accelerare al massimo per restare davanti allo spegnimento del semaforo verde, sarebbe diventato un qualcosa di più complesso rispetto alle stagioni precedenti. Infatti, nelle prime tre giornate di test in Bahrain, sono state diverse le prove di partenza da parte dei piloti.
"Stiamo facendo progressi, ma è impegnativo". Queste le prime parole di George Russell rilasciate ai media e riportate da PlanetF1. Per poi entrare nel vivo di quello che vedremo durante le sessioni di gara.
"E penso che ciò che sia vero per questo set di regolamenti, almeno dal lato tecnico, è che ci sono molte cose che lottano tra loro: si ottiene un miglioramento qui, ma un'altra parte del sistema contrasta quel progresso. Stanno davvero cercando di bilanciare tutti questi diversi limiti”.
Ed era questo il concetto di guida complessa citato inizialmente e l’inglese lo chiarisce fin da subito. Non è una questione - almeno per lui - di piacere o no, ma è una questione di prendere familiarità con un mezzo che da un lato ti dà ma da un lato ti toglie. Un compromesso non da poco conto.
"Quindi”, continua il neo ventottenne, “è come un incubo ingegneristico per i ragazzi che ci lavorano. Si stanno davvero guadagnando lo stipendio. Non so come sia per gli altri team. Penso che noi abbiamo fatto progressi con le partenze, ma non è affatto semplice”.

Lo scatto di Maranello: perché il turbo Ferrari spaventa la Mercedes
Un tema complesso ma nel quale Russell ammette di essere a buon punto: un nuovo elemento che conferma la solidità Mercedes? Un nuovo elemento che conferma il feeling tra sé e la nuova W17? Le risposte non tarderanno ad arrivare, ma si fa presto a spostare l’attenzione su un altro aspetto e anche su un altro team.
Ciò che emerge dalle parole dell’inglese, è che tali monoposto imporranno una guida più lenta, per assecondare le esigenze del nuovo motore. "Qui in Bahrain” dice, “di solito la prima curva era da terza marcia con la generazione precedente. Ora dobbiamo usare la prima per mantenere i giri del motore molto alti e far girare il turbo. Questa è probabilmente l'unica cosa piuttosto fastidiosa e poco intuitiva”.
Ed il turbo entra in gioco proprio nel discorso legato alla partenza. Quest'ultima, infatti, dipenderà anche dal turbo lag, ossia quel ritardo tra la richiesta di potenza del pilota e la risposta effettiva del motore in un propulsore sovralimentato. E Russell sposta l’attenzione su Ferrari, in quanto ritiene che potrebbe avere un vantaggio.
Il team di Maranello avrebbe - il condizionale è d'obbligo - progettato e sviluppato un motore che può utilizzare marce più alte rispetto alla concorrenza, per la presenza di un turbo più piccolo. Quindi in partenza il ritardo sarebbe minore per avere uno scatto migliore.
E alla domanda in merito, Russell ha così risposto: "Beh, al momento stiamo solo seguendo la nostra procedura e io effettuo il lancio solo quando sono in una determinata finestra. Ma siamo molto consapevoli che per la partenza di una gara si parte quando le luci si spengono, non quando il tuo specifico turbo è nella finestra corretta”.
L’arte di adattarsi: vincere nella Formula 1 che ha perso il suo spirito
Le parole di George Russell confermano la solidità di Mercedes emersa dai test, ma anche quella di Ferrari. Ma sono voci vere o solo per spostare l’attenzione da un team all’altro? Ricordiamo che il team tedesco è al centro della polemica legata al rapporto di compressione, sulla quale la FIA non ha saputo esprimersi ancora in maniera degna.
Ciò che è certo, però, è che le nuove monoposto impongono molti cambiamenti ai piloti e diventa sempre più vero quel concetto secondo cui chi prima riesce a capire queste monoposto, chi prima riesce ad adattarsi, probabilmente sarà quello che potrà trionfare.
Forse non in un mood del tutto positivo, forse non nello spirito più puro della Formula 1, ma sarà comunque una chance per portare a casa il titolo, il primo o l’ennesimo, da aggiungere a quelli già conquistati in passato.
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