Ferrari SF-26 Gp Belgio
Charles Leclerc in azione a Spa-Francorchamps

Le prove libere del venerdì del Gp del Belgio hanno fotografato una situazione che vede una Mercedes competitiva, seguita da un pacchetto compatto composto da Red Bull, McLaren e Ferrari.

Ala Macarena Ferrari
L'attuatore dell'ala posteriore Ferrari - crediti foto Roberto Chinchero

Gp Belgio, il lavoro di Ferrari e Mercedes

La Scuderia Ferrari, nonostante due turni di libere in sordina (leggi qui) vuole essere in lotta per le posizioni di vertice e intende farlo anche grazie agli sviluppi introdotti nel corso delle ultime tappe del Mondiale.

Come riportato in precedenza, Maranello ha lavorato intensamente negli ultimi mesi per individuare soluzioni in grado di aumentare la potenza massima, sfruttando la nuova Power Unit introdotta in Austria e un'aerodinamica più efficiente, ottenuta attraverso la riduzione della resistenza grazie alla revisione dei profili.

Per questo Gran Premio la Scuderia non porta aggiornamenti ufficiali, ma ciò non esclude un'ottimizzazione della gestione energetica, finalizzata a migliorare la prestazione sul giro e a sfruttare al massimo il potenziale della Power Unit. 

Purtroppo, come emerso soprattutto nelle FP2, il divario in termini di potenza, in particolare nei confronti di Red Bull e Mercedes, appare ancora marcato. Questo perché, soprattutto nel primo settore, quando la batteria si scarica completamente, emerge con maggiore evidenza il contributo del solo motore termico.

Mercedes, invece, introduce diverse novità: sviluppi all'ala posteriore, con modifiche ai piccoli flap per ridurre il carico aerodinamico locale, miglioramenti ai cestelli delle ruote posteriori e, come già anticipato, aggiornamenti all'endplate e al diveplane dell'ala anteriore.

Kimi Antonelli, Spa GP 2026
Kimi Antonelli a Spa

La Scuderia di Brackley, nelle prime prove libere, è apparsa inizialmente poco competitiva a causa del setup scelto, caratterizzato da un livello di carico aerodinamico troppo basso.

Questo spiega l'ottima prestazione nel primo settore, ma anche le difficoltà riscontrate nel resto del giro. Nelle FP2, invece, grazie a un assetto più equilibrato determinato da un'ala posteriore più carica, soprattutto sulla vettura di Antonelli, Mercedes è tornata ancora una volta ai vertici della classifica.

Gp Belgio: McLaren e Red Bull non sono state ferme

Al di là del confronto atteso tra Mercedes e Ferrari, anche Red Bull e, soprattutto, McLaren si sono dimostrate della partita. Entrambe hanno sviluppato l'ala posteriore: Red Bull si presenta senza l'ala "Macarena", mentre McLaren ha rivisto alcuni profili del main plane e dell'endplate.

L'ala posteriore RedBull al GP del Belgio - crediti foto Mateusz Mróz
L'ala posteriore Red Bull al GP del Belgio - crediti foto Mateusz Mróz

L'aspetto più rilevante resta però la spinta della Power Unit, sia nella componente termica sia in quella elettrica, che garantisce velocità elevate soprattutto nel primo e nel terzo settore.

Red Bull, in particolare, può contare sulla power unit più performante della griglia sul fronte endotermico (questo hanno raccontato i rilevamenti ADUO), mentre McLaren ha sostituito entrambe le unità motrici dei propri piloti per introdurre l'aggiornamento Mercedes relativo all'affidabilità della parte elettrica.

Ali posteriori McLaren - crediti foto Nicolas Carpentiers
Le due diverse ali posteriori McLaren - crediti foto Nicolas Carpentiers

Dopo la prima giornata, la gerarchia in pista appare ancora molto incerta. Sarà la terza sessione di prove libere (ore 12:30) a fornire indicazioni più attendibili, anche se molto dipenderà dalla capacità delle squadre di perfezionare l'assetto in vista delle qualifiche.

Novità in casa Haas e Racing Bulls

Oltre al confronto tra i top team, anche il midfield ha mostrato aggiornamenti tecnici interessanti. La Scuderia italo-americana ha portato in Belgio importanti novità all'ala anteriore.

Haas ha rivisto i profili dell'ala e il punto di attacco tra il muso e il main plane. L'obiettivo degli aggiornamenti è aumentare il carico aerodinamico locale senza incrementare il drag, migliorando così l'efficienza complessiva della vettura.

Il nuovo pilone d'attacco dell'ala anteriore Haas - crediti foto Mateusz Mróz
Il nuovo pilone d'attacco dell'ala anteriore Haas - crediti foto Mateusz Mróz

Un'ulteriore novità riguarda gli endplate dell'ala anteriore, completamente rivisti. La nuova configurazione presenta un outwash più aggressivo, un diveplane riposizionato e una footplate che sembra avvicinarsi maggiormente alle soluzioni adottate dal resto della griglia.

Racing Bulls, invece, si presenta con una nuova configurazione dell'inlet del roll hoop, ora caratterizzato da una forma quadrata. A questo si aggiungono sidepod rivisti, più voluminosi nella zona dell'inlet e più rastremati verso la parte posteriore, con l'obiettivo di incrementare il cosiddetto effetto "Coca-Cola".

I nuovi sidepod Racing Bulls - crediti foto Nicolas Carpentiers
I nuovi sidepod Racing Bulls - crediti foto Nicolas Carpentiers

La Scuderia di Faenza ha scelto di installare gli aggiornamenti esclusivamente sulla monoposto di Lindblad, probabilmente per verificarne l'efficacia prima di un'eventuale introduzione su entrambe le vetture.

Infine, piccoli sviluppi anche in casa Cadillac, con una revisione dell'endplate della front wing accompagnata da un nuovo diveplane, e in Alpine, dove gli interventi hanno riguardato la gestione dei flussi aerodinamici nell'area dell'halo.


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