Bortoleto Melbourne
Gabriel Bortoleto a Melbourne

L'inizio della storia di Audi in F1 è stato di tutto rispetto. Qualche problema di affidabilità ha contraddistinto il weekend del GP d'Australia, ma Gabriel Bortoleto conquista la Q3 in qualifica il sabato e porta la R26 in nona posizione la domenica. Due punti in campionato guadagnati con tanto lavoro e un'ottima esecuzione del fine settimana da parte del brasiliano. 

Dal lontano annuncio dell'entrata nella massima categoria nel 2022 durante il weekend del Gp del Belgio molte cose sono cambiate all'interno della squadra ex Sauber. Nuove facce, nuove strategie e un nuovo regolamento da interpretare. Perciò, il risultato finale ottenuto da Bortoleto in Australia è una conferma inaspettata della qualità del pacchetto della casa di Ingolstadt

Binotto Bortoleto
Mattia Binotto con Gabriel Bortoleto

Una dimostrazione chiara di Audi: la performance c'è

Già dal venerdì, in casa Audi, si è respirata un'aria piena di ottimismo. La pressione sulla squadra non è molto alta poiché alla prima gara di una era tutto è perdonabile. Inoltre, i test in Bahrain avevano già visto la R26 come una buona vettura da metà classifica e con un telaio soddisfacente. Queste sono state le motivazioni che hanno permesso alla squadra di essere ottimista.

Infatti, il risultato finale ottenuto ha premiato il buon clima creatosi nel gruppo. Ottima velocità fornita dalla power unit fatta in casa e riconfermate le buone sensazioni sul fronte telaistico e aerodinamico. I due piloti terminano le qualifiche esattamente al centro della classifica: decimo e undicesimo. Sfortunatamente, solo Bortoleto riesce a prendere parte alla gara la domenica e riesce a battagliare con Oliver Bearman e Arvid Lindblad per il settimo posto. Sarà il pilota Haas ad avere la meglio. Conclude non lontano dall'essere il primo dietro ai top team, ovvero Mercedes, Ferrari, Red Bull e McLaren.

Oliver Bearman
Oliver Bearman entra nell'abitacolo della sua VF-26

Progetto Audi: velocità sì, affidabilità no

Il primo appuntamento del campionato racconta anche di un altro lato della medaglia in casa Audi. Il secondo pilota della squadra, Nico Hülkenberg, non ha preso parte al GP d'Australia per un problema sulla sua vettura ancora tutt'oggi non identificato. L'ipotesi più accreditata è legata a un malfunzionamento del sei cilindri. Anche il sabato è stato segnato da un problema di affidabilità. Nonostante l'ottimo accesso in Q3, la R26 di Bortoleto ha avuto un problema alla trasmissione che non gli ha permesso di effettuare l'ultima sessione di qualifica. 

All'inizio di un nuovo progetto è più che normale avere questo tipo di problematiche, soprattutto in ambito motore e cambio. La stessa Red Bull è stata costretta al ritiro di Isack Hadjar nella giornata di domenica per un problema alla Power Unit Red Bull-Ford. Tuttavia, è importante presentarsi preparati a imprevisti di questo tipo perché l'affidabilità sarà un tema centrale in questa stagione. 

L'Audi Revolut F1 Team ha dimostrato al primo weekend di gara del 2026 di avere le carte in regola per essere in Formula 1. Risolvendo il più possibile i problemi di affidabilità e portando qualche pacchetto di aggiornamenti azzeccati nelle gare successive, Audi potrebbe diventare leader del centro gruppo. Un primo step per proiettarsi, in futuro, ai vertici della categoria.

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